Ancora, poesia di Antonio De Simone

Lasciare a mare l’unica verità

Il mio giornale di bordo

Al mare
lo sguardo
al vento
il sospiro
alla mente
il pensiero
al cuore
un palpito
ancora.

Antonio De Simone

Eng_Again
To the sea
the gaze
in the wind
the sigh
to mind
the thought
to the heart
a throb
again.

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Burlesque! La storia

Dita Von Teese  launches her second perfumThe scent initially

Dita von Teese, foto tratta da burlesque.it

Gli spettacoli inglesi dell’800, i teatri negli USA degli anni ’20, i go-go club dei ’60, la riscoperta dei 2000. Scoprite la piccante storia del burlesque!

Nel XIX secolo, negli USA e in Gran Bretagna, il burlesque era uno spettacolo che parodiava il mondo, le abitudini e i passatempi dell’aristocrazia e dei ricchi industriali, per divertire le classi meno abbienti.

C’era una trama, per quanto esile; delle canzoni, dei numeri di ballo, tanta comicità. Ma, per mantenere vivo l’interesse del pubblico, già negli anni ’60 dell’800 i fautori degli spettacoli non si facevano scrupoli ad aggiungere sul palco un po’ di nudità femminile. Ovviamente con le dovute proporzioni rispetto a oggi…

Leggi il seguito su: http://www.burlesque.it/info/1-la-storia/

Sorgente: La storia

Rivoluzione, poesia. Luca Di Pasquale, Città del Capo, Sudafrica

Sotto cortine d’acciaio schiacciato da cemento

C’è un popolo di cuore che canta dai propri occhi un pianto disperato che sa di pentimenti…

È la rivoluzione concessa dai cieli angosciati al fratello di questi luoghi d’infinito

È  lotta attraverso burocrati elettici di cartelle techno-crak-ti  di demenze popolari

e  demoni-crazie di Cyber marinai eccitati di sogni

 

Rivoluzione -Popoli pirati eterni che navigate verso la salvezza di camere iperbariche

di spermi e spettri di questo cosmo

Senza gli scritti di Dio

rimanendo così assetati di inchiostro extraluna

il ricordo dell’ ultimo tramonto e il pensiero per sempre della prima alba

piccoli cuccioli d’uomo eterni

Santi corrotti da vestiti neri e camicie bianche con vesti rosse e corde d’oro di perlata crema cappio al collo

BLACK BLOCK – N.W.O –O.M.G-U.N. ohhh

 

Rivoluzione -domani ci sarà un altro sogno anche nella Savannah

Accanto a quei profeti di stelle che pellegrinano sui monti di ghiaccio

nei deserti di sangue del nirvana dove accasciato l’ultimo angelo del Dharma è scampato

Urla il popolo ai pagliacci burattinai nelle strade starnazzando ai muri Banche! Banche!

“Dove sono i soldi”

E loro con un sorrisino

“I soldi sono finiti in pasto al drago serpente di carta che custodisce tutto  il segreto del cielo”

 

Rivoluzione -fratelli popoli protettori dei canti c’è l’acqua poi ci siamo noi con le nostre lacrime da asciugare

Con le nostre galassie Aìde con le nostre speranze stampate su lunghi papiri smarriti

quanto gl’inni antichi del Nilo immaginario

E pace ai popoli Jabal delle mezze lune di Bakka

che mai sarà sollevata ai gloriosi regni delle pure vergini del mattino

Perché sciacalla le danze di Betlemme sulle tombe sacre di Gerusalemme e ne professa sangue!

Popoli visionari di bombe fantastiche e disegni lunari che innalzate templi koko pelli ed altari blasfemi

Ipnotizzando nelle ombre ogni sguardo vibrando nel tempo del bianconiglio

e cospirando angosciati dalle vostre tane

 

Rivoluzione -Popoli d’occidente uniti veneratori di grandi schermi e tabelloni pubblicitari-

Di grandi uffici e gratta-testa-cieli di vagine che vi stringono  in certezze

e vi consegnano assuefatti nelle strade di tutti i giorni

(Assunti)  per distruggere il vostro domani

Rivoluzione -Popoli di ignari caduti

che abbiamo visto capire e comunque morire in vasche di parole vomitate-

Bruciandosi la mente con diagrammi quantistici del chakra

e iniettandosi nel buco cosmico risvegli del tutto o del nulla

Rivoluzione -Popoli moribondi incastrati sui marciapiedi alari grigi di insulti ed è mezzanotte!-

Metamorfosi del corpo

che di getto diventa oggetto facendo suonare i campanili nei quattro angoli del mondo

Chiedendosi e scordandosi il perché

Rivoluzione -Popoli tutti belli

nel faccia libro di labbra capelli siringhe vaccini metadone botulini plastiche salvezze e  pastiglie promesse

Di psicoattive bellezze

elaborate in ambulatori laboratori anabolizzanti depressi tossicomani di bisogno assoluto

-Né hanno assoluto bisogno-

Rivoluzione -Urlavano i popoli pazzi del Golan squarciata di profezie-

E il loro gemito era udito come un’ eco dal paradiso di babele e blaterando inascoltati Giungevano le mani in preghiera

Rivoluzione -Popoli dalla forma di pianto soffiati nel vento

e da capo verso la parola dello Spirito transitorio santo in luce nella ombra della casa

Stracciati in poesie e sciolti nel cuore

Rivoluzione – Mare Nostrum Eterna Anima-

Di querce antiche ingolpate per qualche ora e ritrovate nel canto notturno

Perdute in campagne d’estate

Morte tra gli invisibili incubi delle nebbie di Orus

e delle sue catene tracciate da compassi di sapienze vecchie come il mondo

Rivoluzione -Uomo risorto tra le braccia di donna che rasserena con voce e carezza in luce

appoggiandolo sui sacri comandamenti dei monti d`Egitto

Ascoltando l’agnello dell`agnello del sacro divino ouch!

Ascoltando l`arpa istintiva che suonava allo spirare delle parole

Contando ansiosa il tempo dell’ arpa di nero

Dell’ arpa d`erba del risveglio

Dell’ arpa senza cuore che testarda istigava al suicidio

Dell’ arpa suora angelica  accosciata nel blue

Dell’ arpa accostata da mostruosi cazzi

Dell’ arpa santa libera Cecilia vergine tranquilla dall’ animo eletto pizzico d`ala di..

 

Rivoluzione -Popoli dal ciclo che si ripete-

Non ce niente di nuovo sotto il sole #@com

Cape jazz che dal suo palco/prelato

espone il pianista tradendo la sua tenda davanti al pallido giudizio dei whisky on the rocks di cigarri

Briganti solitari ladri di note Di pelle bianca di luna tutto senza senso come un #@com

Rivoluzione -Popoli disperati d`amore

che ardete e ardete scoppiettanti come pianole di piacere e trombe tremanti

Puntellati alle travi della lattea tetta madre stella

Aggrappati ai fiori glabri del petto padre deserto

Come viscidi sposi aridi di amore cadete incantevoli come comete sparate dai cieli

 

Rivoluzione -Popoli guardoni-

Distratti con me dalla pioggia col sole

Distratti con me dal fumo col fuoco

Distratti con me oh anime col vuoto

Rivoluzione -Bussole beate infinitamente infelici nel buio di ghiaie bugiarde-

Petricuore, poesia. Maurice de Ville

Una pioggia leggera al punto da sembrare neve, o nebbia, o polvere che si posa tutto
attorno senza coprire.
L’immagine di un cielo che piange, banale, fa sempre un suo effetto. Eppure non è scontato vedere tutto bagnato e deforme.
È così che mi sembra il mondo.
Quello che c’è sotto lo intuisco, perché l’esperienza mi ha insegnato a riconoscere forme e volumi anche quando tutto sembra indistinto, anche quando hai la netta
sensazione che…
E se ti avvicini troppo poi ti bagni, ti inzuppi, e magari poi ci anneghi, in quella patina
sottile. Già, perché quel leggero strato di vetro colato è vivo, e anche se lo sai cosa c’è
sotto, lo vedi così impreciso, così mutevole, così fragile ed instabile che ti terrorizza.
E ti attrae.
Come un sorriso inquietante dipinto su di un volto di porcellana, così innocente e così
terribile.
Piove, ed io non so nuotare.
ineditoMaurice de Ville