“Al di là”, poesia di Andrea Zanzotto

 

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Al di là tu falci e componi
Le gentil somiglianze dei fiori
Al di là non è sazia
Mai la tua fame di bambina
Ed hai la mela e il ghiaccio vegetale,
là ti punge al polso la tua bussola
per indicarti la stella
ch’è il tuo vero gemello;
perché tu possa conoscere
colli piccoli come noci
per i tuoi denti giocosi,
soli come voli di vespe
e parole che suonano come monete;
e tu prepari al vento l’ora
delle più grandi altezze
delle più vivide seminagioni
delle tue visite che innamorano
È per te che la gioia dei paesi
Liberamente va imitando
I tuoi semplici atti;
e per te questa terra non è
che un mite minuto satellite
che ben sa dove si dirige.

Tratto da “Dietro il paesaggio”,1951, Andrea Zanzotto

https://www.cinquecosebelle.it/cinque-belle-poesie-di-andrea-zanzotto/

 

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EcoPoesia. “Su maiali della Civiltà Occidentale mangiate più grasso”, Allen Ginsberg

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Mangiate Mangiate più Lombo venato più maiale

con sughi!

Ben unti i condimenti, friggete il pollo

in olio bollente

Portatelo gocciolante in grigie lande, innevate

Di sale

Agnellini avvolti di menta arrostiti a schidioni

contornati di patate arrosto intrise di salsa burrosa,

medaglioni di vitello al burro in cremosa saliva,

manzo ben imburrato, accanto a montagne scintillanti

di patate fritte

Stroganoff in salsa bianca piccante di panna acida, cotolette

inzuppate di olio d’oliva,

circondate d’olive, formaggio feta salato, cui segue

Roquefort e Bleu e Stilton

e sete

di vino, Birra Cocacola Fanta champagne

pepsi retsina arak whiskey

vodka

Ahh! Attento agli attacchi cardiaci, ingoia

più pillole contro l’angina

ordina un piatto di Bratwurst, wurstel fritti,

un paio di miliardi di burger Wimpy’s o MacDonald

sulla luna e rutta!

Sale su quelle patate fritte! Butta cipolle

e funghi impanati persino zucchini

in  padella – Hot Dog!

Dimentica i fagiolini, qualche carota ogni giorno

una mini cucchiaiata di riso salato

basterà, disponi il piatto con grazia;

buttaci sottaceti, crauti in salamoia

controllati il colesterolo, prendi una pillola

e ordina un krapfen con zucchero e Crema, ingozzane due sotto la cintura taglia 58

Svieni nel vomitorium torna indietro tossisci

rigurgita file di panini ancor masticando

pastrami al delicatessen da Katz

Tornato in centro Europa e ingurgita Kielbasa

a Lodz

ingoia salame a Monaco sciacqualo giù con birra, Leberwurst

su pumpernickel a Berlino, formaggio grasso in

bianco ben bene imburrato

dai esempio di come sviluppare le nazioni, sale,

zucchero, grassi animali, caffè tabacco Schnapps

Cadi morto più in fretta! Fai spazio a

lavoratori ospiti cinesi con alieni

butti di soia cavolo verde e riso!

Africani Latini con riso e fagioli e scodella di calabash

Restan magri e stanno in tanti appartamenti per classe

Operaia mangiomane-

 

Non come la gran cucina occidentale ricca in proteine

Cancro infarto ipertensione sudore

Fegato ingrossato e splenomegalia

Diabete e apoplessia –monumenti a carnivore

Civiltà

Che al momento assassinano Belfast

Bosnia Cipresseo- Cipro Nagorno- Karabah Georgia

Impostano lettere-bomba d’amore a

Vienna o dan fuoco a case

In Germania Est- fatti un altro caffè,

ecco un sigaro.

E questo è un piatto di millefoglie al cioccolato,

te lo meriti.

 

Atene, 19 dicembre 1993

 

Tratto da “Papà respiro addio”, Allen Ginsberg, 1996, Il Saggiatore Milano

EcoPoesia. Madre Terra: Le Sue Balene, di Gary Snyder

 

Un gufo strizza l’occhio nell’ombra
Una lucertola si alza sulle zampe, la gola palpitante
Un giovane passero allunga il collo,
testa grossa, osserva –

Le erbe al lavoro sotto il sole. Fate che sia verde.
Fate che sia dolce. Perché possiamo mangiare.
Crescere la nostra carne.

Il Brasile dice “utilizzo esclusivo delle Risorse Naturali”
Trentamila specie di piante sconosciute.
Il popolo vivo e vero della giungla
venduto e torturato –
E un robot incravattato che smercia un’illusione chiamata “Brasile”
può parlare per loro?

Le balene si girano lucenti, si immergono
si lasciano andare e riemergono,
Sospese sopra profondità indefinite sempre più scure
Fluenti come pianeti che respirano
in vortici brillanti di
luce viva –

E il Giappone lì a cavillare su
quali specie di balene è lecito ammazzare?
Una nazione dal luminoso passato Buddhista
lì a sbrodolare metilmercurio
come gonorrea
in mare.

Il Cervo di Père David, l’Elaphure,
Viveva nei giuncheti fangosi del Fiume Giallo
Duemila anni fa – e fu sfrattato dal riso –
Le foreste di Lo-yang tagliate, limo e
Sabbia fluiti a valle, tutto già sparito, dal 1200 d.C. –
Le Oche Selvatiche nate in Siberia
vanno a sud sorvolando il bacino dello Yang, dello Huang,
quella che chiamano “Cina”
Su rotte usate da un milione di anni.
Oh Cina, dove sono le tigri, i cinghiali,
le scimmie,
come le nevi d’altri tempi
Spariti nella nebbia, in un lampo, e la terra secca e dura
Fa da parcheggio a cinquantamila camion.
È l’uomo la più preziosa fra tutte le cose?
– e allora amiamolo, con i suoi fratelli, tutti quegli
Esseri viventi che scompaiono –

Nord America, Isola della Tartaruga, conquistata da invasori
guerrafondai del mondo.
Che insorgano formiche, abaloni, lontre, lupi e cervi!
E tolgano i loro doni
alle nazioni robot.

Solidarietà. Il popolo.
Il Popolo Ritto degli Alberi!
Il Popolo che Vola degli Uccelli!
Il Popolo che Nuota del Mare!
Il popolo a quattro gambe, a due gambe!

Come possono scienza-politici mangia-potere teste-di-piombo
Governo due-mondi Capitalista-Imperialista
Terzo-mondo Comunista maschio ammucchia-carte
Non-contadino jet-set burocrati
Parlare per il verde della foglia? Parlare per la terra?

(Ah Margaret Mead… sogni qualche volta Samoa?)

I robot discutono su come lottizzare nostra Madre Terra
Farla durare un po’ più a lungo
come avvoltoi che starnazzano
Ruttando, gorgogliando,
vicino a una Daina morente.
“Laggiù nel prato giace un cavaliere ucciso –
Voliamo su di lui e mangiamo i suoi occhi
trallallero trallallà.”

Un gufo strizza l’occhio nell’ombra
Una lucertola si alza sulle zampe
la gola palpitante
Le balene si girano lucenti
si immergono
Si lasciano andare e riemergono
Fluenti come pianeti che respirano

In vortici brillanti

Di luce viva.

(Stoccolma: Solstizio d’Estate 40072)

Tratto da “L’isola della tartaruga”, Gary Snyder, 2004 Nuovi Equilibri edizioni

Ben Lerner — Interno Poesia

Accudire con cura Celan nel terminal dell’aeroporto. Ammirare l’abutilon nell’atrio. Questo aggettivo per quell’angoscia. Le pose innaturali del turista addormentato. Ricordate gli anni ’80? Schiacciavano rewind e la neve rifiutava la terra. Tutti parlavano tedesco, tutti indossavano tenute sportive non taroccate. Alcuni hanno preso di petto la tua assenza. Altri l’hanno presa da sdraiati. Altri…

via Ben Lerner — Interno Poesia

EcoPoesia: Noi due, quanto a lungo fummo ingannati, poesia di Walt Whitman

Walt-Whitman-Anima-del-mondo-poesie-min

Noi due, quanto a lungo fummo ingannati,
ora metamorfosati fuggiamo veloci come fa la Natura,
noi siamo Natura, a lungo siamo mancati, ma ora torniamo,
diventiamo piante, tronchi, fogliame, radici, corteccia,
siamo incassati nel terreno, siamo rocce,
siamo querce, cresciamo fianco a fianco nelle radure,
bruchiamo, due tra la mandria selvaggia, spontanei come chiunque,
siamo due pesci che nuotano insieme nel mare,
siamo ciò che i fiori di robinia sono, spandiamo profumi
nei sentieri intorno i mattini e le sere,
siamo anche sterco di bestie, vegetali, minerali,
siamo due falchi, due predatori, ci libriamo in alto nell’aria e guardiamo sotto,
siamo due soli splendenti, siamo noi che ci bilanciamo
sferici, stellari, siamo come due comete,
vaghiamo con due zanne e quattro zampe nei boschi, ci lanciamo sulla preda,
siamo due nuvole che mattina e pomeriggio avanzano in alto,
siamo mari che si mescolano, siamo due di quelle felici
onde che rotolano una sull’altra e si spruzzano l’un l’altra,
siamo ciò che l’atmosfera è, trasparente, ricettiva, pervia, impervia,
siamo neve, pioggia, freddo, buio, siamo ogni prodotto, ogni influenza del globo,
abbiamo ruotato e ruotato sinchè siamo arrivati di nuovo a casa, noi due
abbiamo abrogato tutto fuorché la libertà, tutto fuorché la gioia. 

W.W.

Tratto da: https://www.quotidiano.net/blog/marchi/noi-siamo-natura-walt-whitman-83.45660