Avvisaglie lontane sintomatiche e villane

di Antonio Vergoni

 

Avvisaglie lontane sintomatiche e villane

di fortune alterne a valli incatenate e a scrigni rubati bruciati e marciti

al fondo di quelle sirene d’ inquieto e sconosciuto animo

stanno giacenti in giacigli di compatimenti e di compatiti

e annuvola sempre più la mano tesa d’aiuto fraterno

e piove alterno di quarto d’autunno, d’un miglio profumo d’estate e in dolce primavera

 

Pazzi gli schiavi e i loro fratelli seppelliti

il lavoro vi renderà polvere e non saranno sufficienti straordinari o apocalittici

quei pallidi soli di ferie pagate

Poveri Padri Pasoliniani pietrificati dopo decenni di visioni

umili agli specchi alla pietà e ai loro figli poche lacrime e troppo sensibili

patriarchi remoti e capi clan futuri

guanti ancor troppo morbidi

per sfide così

 

I figli vedranno solo la luce della lotta

saranno orgogliosi della calca del loro Ulisse Pieno Di Grazia

Quei figli ora tanto impauriti dal mondo sconvolto dalla sua fine

quei fogli non scritti accetterebbero anche dettagli di ritagli saggezze di dopo lavoro ma è già notte

P..P..P..

Poeti

Patriarchi

Piovono soli all’alba.

  • Poesia finalista seconda edizione del Premio Letterario  2018 ” E” meglio scrivere “, Associazione I.C.S., Roma.

 

 

 

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