Tutti gli articoli di Antonio

I miei studi: alle superiori Diploma Magistrale presso il Liceo Classico di Ferrara, poi Laurea Triennale e Laurea Specialistica in Cooperazione allo Sviluppo alla Scuola di Scienze Politiche di Bologna. Dal 2006 collaboro con alcune testate giornalistiche locali e periodici studenteschi e dal 2010 curo un blog, Junius Pamphlet, nel quale ho raccolto tutta la mia produzione " artistica ". Il mio blog ortoedintorni, invece, raccoglie l'esperienza di orticoltura attualmente in corso a Contrapò ( Fe ), dove vivo dal 2010 ed è scritto in sinergia con Giulio Veronese. African Reportages infine è il blog di Antonio in Africa. Qui è raccolta la mia esperienza africana attraverso reportages, approfondimenti e pagine di diario. Se volete scrivermi fatelo all'indirizzo antonio.vergo@libero.it. Buona lettura

Grace Jones, remember…

-JUNIUS PAMPHLET- The Anto-logy

jones

Grace Jones 1984 by Robert Mapplethorpe 1946-1989

gracejones

Sono nata. Punto. Nessun C’era una volta, nessuna descrizione: dal caos primordiale nasce Grace Jones. Armata, come Atena dalla testa di Zeus.

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La natura, poesia di Emily Dickinson

dickinson

La natura

La Natura – a volte dissecca un Arbusto –
A volte – scotenna un Albero –
Il suo Popolo Verde se ne rammenta
Quando non muore –
Più languide Foglie – di Altre Stagioni –
Silenziosamente testimoniano –
Noi – che abbiamo l’Anima –
Moriamo più spesso – Non così vitalmente –

Emily Dickinson

Trinità al bivio d’ultra poesia, di Antonio Vergoni

Trinità al bivio d’ultra poesia

Per quel giorno s’alzò anche il blu a proteggere il cuore

di quei pazzi passi d’amore

Acerbi pensieri in vena di ribellione

Alcuni assolati balconi

Alcune pene immobili

Il fragile occhio sul mondo che verrà

 

Per quella volta la decisione fu risparmio e investimento

Lo si deve al sole e solo al suo dove

se ancora quel mondo poteva essere amato

per un’importante ultima volta

al largo di quel dolce navigare

all’abbraccio di quell’Ulisse e del suo mare

Lui e lei

e il piccolo lui

Trinità al bivio d’ultra poesia

Gelosa la maga Futura albeggiava ogni tanto la sua punizione

 

Per tutto il resto

Ogni volta

Per questo e quello

Alla lettera

Alla promessa solenne

All’infinito

fino all’ultimo dolce blu cuore.

 

Antonio Vergoni

Tratto da “( Ri )partenza da Nasso” AA.VV., 2019, Senso Inverso Edizioni

 

Scritto in macchina, poesia

carmina

 

Scritto in macchina

Ruggine decorativa per un sottoponte di tutto rispetto

vecchie ruggini tra quelle rotaie

stride il perfetto suono dell’ordine

il silenzio è sospeso per minuti d’ore inesistenti

 

E dal treno a scorrere via via

occhi d’attesa nel passato

occhi crudi al giorno non concesso

volta per volta

 

Solo alla sosta si riconosce l’errore

solo e per propria ammissione

celebrava la sua stasi il viaggiatore.

 

Antonio Vergoni

Poesia pubblicata su “Carmina et Sidera”, selezione poetica dedicata a Charles Dickens, 2019, Edizioni “Il Cuscino di Stelle”

Ferrara Tatto Convention, I edizione

foto mauri tatua
Foto Maurice De Ville

Non si può immaginare lo spettacolo di una convention di tatuaggi finché non la vivi. Intenso e stupefacente, armonico e folgorante, inaspettata la cortesia al bancone… Mai serviti clienti più docili, affabili e cordiali. Braccia con i migliori tatuaggi mai visti in vita mia, sopra signore e signori, ragazze e ragazzi, gomito a gomito a girarsi il caffè nella  tazza. Poche divagazioni sul tema, così come piace al barista, poche chiacchiere solo quelle necessarie…- ei giovane, mi sembrano troppo bianche quelle braccine, è ora di tatuarsi…- commosso. Per un fugace momento di servizio ho visto acrobati circensi, teste interamente tatuate e donne nude fantasticamente colorate. Una gran festa, solo sorrisi e voglia di tatuarsi fino a tarda notte, balli e birra, arte a più non posso più tutto il resto.

AV

Di seguito un articolo del quotidiano on-line Estense.com

 

Ferrara (ri)scopre l’arte del tatuaggio

Tanti appassionati e curiosi alla Fiera per la prima Tattoo Convention estense

di Simone Pesci

In bianco e nero, colorati, piccoli o grandi che siano poco importa. I tatuaggi, prima ancora che un segno distintivo impresso nella pelle, stanno diventando una vera e propria forma d’arte. Inevitabile, dunque, che prima o poi Ferrara Fiere decidesse di ospitare la Tattoo Convention, kermesse mai vista prima d’ora a queste latitudini.

Come si suol dire, la prima volta non si scorda mai ed è così anche per un evento che in questi tre giorni ha saputo riempire i padiglioni della Fiera di tanti curiosi e appassionati di tatuaggi, giunti per osservare da vicino le metodiche di lavoro degli oltre duecento artisti della macchinetta provenienti da tutto il mondo.

L’evento di Ferrara, infatti, è stato un vero e proprio punto di incontro non solo per gli amanti del genere, ma anche per gli stessi tatuatori che hanno potuto studiarsi da vicino, ammirare a vicenda le proprie opere e scambiarsi magari qualche consiglio. Da incidere poi sulla pelle, come è stato possibile fare all’interno della stessa convention, dove non si poteva di certo dire che mancassero i contest: ben dieci per ogni categoria di tatuaggio – piccolo, bianco e nero, tribale, tradizionale e tanti altri – e uno per il miglior disegno realizzato nell’intera tre giorni dell’evento.

Ad arricchire l’evento seminari sull’arte dei tatuaggi, l’elezione di Miss Tattoo, saggi di arti marziali e boxe ed esibizioni live di body painting. Insomma, non ci si è di certo annoiati in questa Tattoo Convention che ha saputo attrarre un folto pubblico che già spera in una seconda edizione.

https://www.estense.com/?p=730777 visitato il 18/11/2018

La poesia per Federico Garcìa Lorca

ecopoetry
OriginalEcopoetry

 

“La poesia è un dono…è qualcosa che va nella strada, che si muove, che passa al nostro fianco… si passa vicino ad un uomo, si guarda una donna, s’indovina il cammino obliquo di un cane e in ognuno di essi sta la poesia…

Tutti i personaggi dei miei poemi sono realmente vissuti. la cosa principale è mettere la mano sulla chiave della poesia…

quando si è tranquilli, allora zac! si apre la chiave e il poema scaturisce con la sua forma luminosa…

La poesia ci può aspettare seduta sullo scalino della porta nelle sere fredde, quando si rientra con i piedi stanchi e il bavero alto; può stare ad aspettarci nell’acqua di una fontana,  appollaiata su un fiore d’olivo, posta ad asciugare sulla tela bianca d’un terrazzo…

Poesia tratta da: https://www.libriantichionline.com/divagazioni/federico_garcia_lorca_ballata_acqua_mare

Ballata dell’acqua del mare (Libro de poemas, 1919)

Il mare
sorride in lontananza.
Denti di spuma,
labbra di cielo.

Cosa vendi, fosca fanciulla,
con i seni al vento?
Vendo, signore, l’acqua
dei mari.

Che cos’hai, giovane negro,
mescolato al sangue?
Porto, signore,
l’acqua dei mari.

Queste lagrime salmastre,
da dove vengono, madre?
Piango, signore,
l’acqua dei mari.

Cuore, e questa amarezza
profonda, da dove nasce?
Quanto è amara l’acqua
dei mari!

Il mare
sorride in lontananza.
Denti di spuma,
labbra di cielo.

Da Wiki:

García Lorca viene fucilato a 37 anni da militanti del movimento politico CEDA all’alba del 19 agosto 1936[2] perché socialistaomosessuale e massone[6][7] e gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino a Granada.

 

“Per un poeta”, poesia di Evgenij Abramovič Baratynskij

ecopoetry
Original Ecopoetry 

La natura e la sua vita erano un solo respiro:

capiva il balbettio del ruscello,

e comprendeva la parlata delle foglie e degli alberi,

e sentiva il vegetare delle erbe;

gli era chiaro il libro delle stelle

e l’onda del mare parlava con lui.

 

Tratto da Wiki : Le liriche scritte da Baratynskij negli anni Trenta esprimono generalmente delicati sentimenti, a volte con un fondo di malinconia, espressi nello stile brillante e classico del secolo precedente. Con il tempo, la malinconia si accentuò, fino a raggiungere il pessimismo filosofico degli ultimi anni. Egli vi esprime la convinzione che l’umanità si allontani sempre più dalla natura, e che il mondo futuro, industrializzato e inteso agli affari, porterà «la felicità e la pace universale acquistate a costo della perdita di tutti i valori più alti della poesia»: con questa perdita, però, l’umanità finirà con il perdere se stessa, estinguendosi «per impotenza sessuale. Allora la terra tornerà alla sua maestà primeva».