Archivi categoria: Poesia e pensiero

La natura, poesia di Emily Dickinson

dickinson

La natura

La Natura – a volte dissecca un Arbusto –
A volte – scotenna un Albero –
Il suo Popolo Verde se ne rammenta
Quando non muore –
Più languide Foglie – di Altre Stagioni –
Silenziosamente testimoniano –
Noi – che abbiamo l’Anima –
Moriamo più spesso – Non così vitalmente –

Emily Dickinson

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Trinità al bivio d’ultra poesia, di Antonio Vergoni

Trinità al bivio d’ultra poesia

Per quel giorno s’alzò anche il blu a proteggere il cuore

di quei pazzi passi d’amore

Acerbi pensieri in vena di ribellione

Alcuni assolati balconi

Alcune pene immobili

Il fragile occhio sul mondo che verrà

 

Per quella volta la decisione fu risparmio e investimento

Lo si deve al sole e solo al suo dove

se ancora quel mondo poteva essere amato

per un’importante ultima volta

al largo di quel dolce navigare

all’abbraccio di quell’Ulisse e del suo mare

Lui e lei

e il piccolo lui

Trinità al bivio d’ultra poesia

Gelosa la maga Futura albeggiava ogni tanto la sua punizione

 

Per tutto il resto

Ogni volta

Per questo e quello

Alla lettera

Alla promessa solenne

All’infinito

fino all’ultimo dolce blu cuore.

 

Antonio Vergoni

Tratto da “( Ri )partenza da Nasso” AA.VV., 2019, Senso Inverso Edizioni

 

Scritto in macchina, poesia

carmina

 

Scritto in macchina

Ruggine decorativa per un sottoponte di tutto rispetto

vecchie ruggini tra quelle rotaie

stride il perfetto suono dell’ordine

il silenzio è sospeso per minuti d’ore inesistenti

 

E dal treno a scorrere via via

occhi d’attesa nel passato

occhi crudi al giorno non concesso

volta per volta

 

Solo alla sosta si riconosce l’errore

solo e per propria ammissione

celebrava la sua stasi il viaggiatore.

 

Antonio Vergoni

Poesia pubblicata su “Carmina et Sidera”, selezione poetica dedicata a Charles Dickens, 2019, Edizioni “Il Cuscino di Stelle”

La poesia per Federico Garcìa Lorca

ecopoetry
OriginalEcopoetry

 

“La poesia è un dono…è qualcosa che va nella strada, che si muove, che passa al nostro fianco… si passa vicino ad un uomo, si guarda una donna, s’indovina il cammino obliquo di un cane e in ognuno di essi sta la poesia…

Tutti i personaggi dei miei poemi sono realmente vissuti. la cosa principale è mettere la mano sulla chiave della poesia…

quando si è tranquilli, allora zac! si apre la chiave e il poema scaturisce con la sua forma luminosa…

La poesia ci può aspettare seduta sullo scalino della porta nelle sere fredde, quando si rientra con i piedi stanchi e il bavero alto; può stare ad aspettarci nell’acqua di una fontana,  appollaiata su un fiore d’olivo, posta ad asciugare sulla tela bianca d’un terrazzo…

Poesia tratta da: https://www.libriantichionline.com/divagazioni/federico_garcia_lorca_ballata_acqua_mare

Ballata dell’acqua del mare (Libro de poemas, 1919)

Il mare
sorride in lontananza.
Denti di spuma,
labbra di cielo.

Cosa vendi, fosca fanciulla,
con i seni al vento?
Vendo, signore, l’acqua
dei mari.

Che cos’hai, giovane negro,
mescolato al sangue?
Porto, signore,
l’acqua dei mari.

Queste lagrime salmastre,
da dove vengono, madre?
Piango, signore,
l’acqua dei mari.

Cuore, e questa amarezza
profonda, da dove nasce?
Quanto è amara l’acqua
dei mari!

Il mare
sorride in lontananza.
Denti di spuma,
labbra di cielo.

Da Wiki:

García Lorca viene fucilato a 37 anni da militanti del movimento politico CEDA all’alba del 19 agosto 1936[2] perché socialistaomosessuale e massone[6][7] e gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino a Granada.

 

“Per un poeta”, poesia di Evgenij Abramovič Baratynskij

ecopoetry
Original Ecopoetry 

La natura e la sua vita erano un solo respiro:

capiva il balbettio del ruscello,

e comprendeva la parlata delle foglie e degli alberi,

e sentiva il vegetare delle erbe;

gli era chiaro il libro delle stelle

e l’onda del mare parlava con lui.

 

Tratto da Wiki : Le liriche scritte da Baratynskij negli anni Trenta esprimono generalmente delicati sentimenti, a volte con un fondo di malinconia, espressi nello stile brillante e classico del secolo precedente. Con il tempo, la malinconia si accentuò, fino a raggiungere il pessimismo filosofico degli ultimi anni. Egli vi esprime la convinzione che l’umanità si allontani sempre più dalla natura, e che il mondo futuro, industrializzato e inteso agli affari, porterà «la felicità e la pace universale acquistate a costo della perdita di tutti i valori più alti della poesia»: con questa perdita, però, l’umanità finirà con il perdere se stessa, estinguendosi «per impotenza sessuale. Allora la terra tornerà alla sua maestà primeva».

La palla nel cesto, poesia

-JUNIUS PAMPHLET- The Anto-logy

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La palla nel cesto

-a mio figlio e ai miei fratelli-

L’osservazione è sul gesto

Sulla semplice nota, là

Oltre tutto così naturale

Così simile al canto

Al remoto uno

Due

E tre

Palleggio, arresto, tiro

Aritmetica dello spirito

Allarme obiezione

suono divino

Carne e respiro

Antologia d’un dolce pensiero

Ustione di primo grado

Un patto d’origine

Un ottimo affare

Uno come me

Convinto della vita

Profilo da campione

Per il nuovo Scipione

Africano per copione

E a prescindere

Da suo padre

Per sana e robusta costituzione

Non si può fermare il vento

Un gesto semplice

La palla nel cesto

Cosa?come?

Proprio tutto

Senza aggiungere più nulla

Forse solo

Che da quel gesto

Senza dubbio

Hai la pace in un posto.

inedito AV

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“Al di là”, poesia di Andrea Zanzotto

 

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Al di là tu falci e componi
Le gentil somiglianze dei fiori
Al di là non è sazia
Mai la tua fame di bambina
Ed hai la mela e il ghiaccio vegetale,
là ti punge al polso la tua bussola
per indicarti la stella
ch’è il tuo vero gemello;
perché tu possa conoscere
colli piccoli come noci
per i tuoi denti giocosi,
soli come voli di vespe
e parole che suonano come monete;
e tu prepari al vento l’ora
delle più grandi altezze
delle più vivide seminagioni
delle tue visite che innamorano
È per te che la gioia dei paesi
Liberamente va imitando
I tuoi semplici atti;
e per te questa terra non è
che un mite minuto satellite
che ben sa dove si dirige.

Tratto da “Dietro il paesaggio”,1951, Andrea Zanzotto

https://www.cinquecosebelle.it/cinque-belle-poesie-di-andrea-zanzotto/